Giuseppe Gabriele
Ingegnere ambientale
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Da una passione per l’ambiente coltivata fin da bambino alla responsabilità sul campo: un percorso che unisce progettazione, sicurezza ed esperienza diretta, trasformando una vocazione personale in una professione.
“In OWAC ho avuto l’opportunità di scoprire aspetti della mia professione che non avevo ancora esplorato.
Passare dalla progettazione al cantiere mi ha insegnato a guardare il mio lavoro da una prospettiva diversa e,
grazie alla fiducia che mi è stata data, ad assumermi responsabilità sempre maggiori.”
“Il mio percorso in OWAC è iniziato nel 2023, quando ero ancora uno studente universitario e ho avuto l’opportunità di svolgere il mio tirocinio curriculare in azienda. È stato il mio primo vero contatto con il mondo professionale e mi ha permesso di iniziare a conoscere da vicino le attività e le persone che ne fanno parte. Dopo la laurea magistrale, sono tornato in OWAC per un tirocinio extracurriculare e, tra le prime esperienze, ricordo la predisposizione di un Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali. Per la prima volta mi sono trovato a confrontare soluzioni tecnologiche differenti, cercando di comprenderne non soltanto gli aspetti teorici, ma anche le implicazioni pratiche. È stato un passaggio importante, perché ho iniziato a capire cosa significasse affrontare un progetto reale e motivare le scelte tecniche che ne stanno alla base. Poco dopo, entrando a far parte del team, ho continuato a lavorare nel Settore di Ingegneria Ambientale, confrontandomi con attività e progetti diversi. In questo percorso ho avuto la possibilità di essere affiancato da professionisti più esperti, tra cui l’Ing. Rocco Martello e l’Ing. Butticè, che mi hanno aiutato a comprendere il ragionamento dietro le scelte progettuali, andando oltre la semplice esecuzione delle attività. Una delle svolte più significative è arrivata quando l’Ing. Martello, riconoscendo alcune mie attitudini, mi ha proposto di approfondire il tema del coordinamento della sicurezza. Era un ambito che avevo già incontrato all’università, ma che non avevo ancora avuto modo di conoscere concretamente. Ho deciso di cogliere questa opportunità, seguendo il percorso di formazione per diventare Coordinatore della Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione, mentre continuavo a lavorare. Questa scelta mi ha portato a scoprire una dimensione completamente diversa della mia professione: il cantiere. Trovarmi sul campo, confrontarmi con le imprese, le stazioni appaltanti e le diverse figure coinvolte nei lavori mi ha fatto comprendere aspetti che, lavorando soltanto alla progettazione, difficilmente avrei potuto conoscere allo stesso modo. Ho iniziato a osservare i progetti anche dal punto di vista di chi deve realizzarli, affrontando problemi ed esigenze concrete. Oggi, dopo aver conseguito l’abilitazione professionale ed essermi iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Palermo, seguo direttamente il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione degli interventi di realizzazione degli impianto di selezione e valorizzazione delle frazioni secche da raccolta differenziata di Rocca Cencia e Ponte Malnome nei cantieri AMA di Roma, . Se ripenso al mio primo ingresso in OWAC come tirocinante, mi colpisce soprattutto quante esperienze diverse abbia avuto la possibilità di fare in un periodo relativamente breve. Sono partito dalla progettazione ambientale e oggi mi confronto anche con responsabilità operative in cantiere. È proprio questa possibilità di passare dalla progettazione alla realtà del campo, e di riportare ciò che imparo sul campo nel lavoro di progettazione, che rende il mio percorso così stimolante e, soprattutto, trasversale.”
Trasformare conoscenze ed esperienze in RESPONSABILITÀ CONCRETE: attraverso nuove sfide, scelte tecniche e il confronto diretto con chi realizza i progetti.
“Una delle cose che ho capito durante il mio percorso in OWAC è che, a volte, le opportunità più importanti arrivano proprio quando ci si mette alla prova in ambiti che non si era immaginato di approfondire. Sono entrato in azienda con una formazione in Ingegneria Ambientale e un interesse particolare per la gestione dei rifiuti, un settore che mi appassionava fin da ragazzo. Inizialmente mi sono occupato di progettazione, imparando a confrontarmi con problemi concreti e a comprendere il ragionamento che sta dietro ogni scelta tecnica. In questo, il supporto del responsabile dell’area, dell’Ing. Rocco Martello e dell’Ing. Butticè è stato importante: non si trattava soltanto di imparare a svolgere un’attività, ma di capire perché fosse necessario affrontarla in un determinato modo. Il coordinamento della sicurezza era un argomento che avevo già incontrato durante gli studi, ma non avevo mai pensato che potesse diventare una parte così importante del mio lavoro. Ho deciso di seguire questa strada, conciliando la formazione con le attività in azienda, e mi sono ritrovato a scoprire un lato della professione che fino a quel momento conoscevo poco. Il passaggio dalla scrivania al cantiere ha cambiato il mio modo di guardare ai progetti. Quando sei sul campo ti rendi conto che dietro ogni elaborato, ogni scelta e ogni soluzione tecnica ci sono persone, attività da coordinare e situazioni che richiedono attenzione e responsabilità. Confrontarmi direttamente con imprese, stazioni appaltanti e altre figure professionali mi ha insegnato a osservare il lavoro da punti di vista diversi e a comprendere meglio le difficoltà che possono emergere durante la realizzazione di un’opera. È una responsabilità che mi fa riflettere sul percorso compiuto: sono entrato in OWAC come tirocinante e, in un tempo relativamente breve, mi sono ritrovato a gestire attività che richiedono autonomia, attenzione e capacità di prendere decisioni. Se dovessi individuare ciò che ha fatto davvero la differenza nella mia crescita, direi la possibilità di essere seguito da persone più esperte e, allo stesso tempo, di ricevere la fiducia necessaria per mettermi alla prova. Perché essere affiancati ti aiuta a imparare, ma è quando qualcuno inizia a fidarsi delle tue capacità e ad affidarti nuove responsabilità che cominci a renderti conto di quanto sei cresciuto.”
“È una delle soddisfazioni più grandi del mio percorso: essere entrato in OWAC come tirocinante e ritrovarmi oggi a gestire responsabilità concrete sul campo. La fiducia che mi è stata data mi ha spinto a mettermi alla prova, scoprendo capacità e possibilità professionali che inizialmente non avevo immaginato.”
POLO IMPIANTISTICO WASTE TO ENERGY
Dalla teoria
alla pratica
Il progetto di Castellana Sicula nasce
dall’esigenza di realizzare un polo
impiantistico per la valorizzazione della
frazione umida, per una potenzialità massima
di 42.000 t/anno proveniente dalla raccolta
differenziata, mediante una sezione di
digestione anaerobica per la produzione di
biometano.
È previsto, inoltre, il trattamento, con recupero
di materia, della frazione residuale, con una
potenzialità di 68.300 t/anno, al fine di ridurre
la quantità di rifiuti da smaltire in discarica.
IL PROSSIMO PROGETTO
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